Omaggio di Faenza e Forlì a Dionigi Strocchi, grande traduttore degli Inni di Callimaco

Un evento in due città per ricordare la figura e l’opera di Dionigi Strocchi, di cui pochi mesi fa è ricorso il 250° anniversario della nascita. A Faenza nella sala conferenze della Banca di Romagna l’attenzione è stata puntata sul tema “Strocchi letterato e traduttore”.

 

Ritratto di Dionigi Strocchi di Andrea Appiani

Scrittore nella segreteria di lettere latine presso il Sacro Collegio, poi 
rettore e insegnante di eloquenza del Liceo Classico di Faenza, nominato senatore da Pio IX, Strocchi deve la sua fama per le sue fedeli e al tempo stesso forbitissime traduzioni degli “Inni” di Callimaco, dell’Inno omerico a Venere e delle Georgiche e delle Bucoliche di Virgilio.

A Forlì, a Palazzo Sangiorgi la seconda sessione del convegno è stata dedicata a “Dionigi Strocchi e il suo tempo”. Nell’occasione è stata presentata l’edizione critica degli “Inni” di Callimaco tradotti da Dionigi Strocchi, curata da Francesca Martina Falchi ed in uscita quest’anno per i tipi della Clueb di Bologna.

 

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