Al mercato si imparano le lingue!

Tra tutti i giochi solitari o di gruppo, tra  tutte le attività più o meno organizzate, tra tutti gli stratagemmi – più o meno vili – per stimolare e sviluppare  le lingue dei bambini,  il gioco di ruolo del Mercato è di sicuro tra i più efficaci!

Nel Kaufladen, il culto tutto-centro-europeo dello ‘‘Spiel gut„ (ovvero ‘‘gioco di qualità , inteso come strumento educativo attento alla tradizione, ai materiali di ottima durata e qualità, alla sicurezza) raggiunge l‘ apoteosi!

Dimenticate gli inflazionatissimi -e inguardabili!- carellini di plasticaccia rossi e verdi,  i contatori di cassa in cloruro di polivinile fucsia,  le verdure in poliuretano espanso rigorosamente Made in China. Ma dimenticate anche gli agghiaccianti giochini di stoffa e legno finto scandivo-minimal-chic, che ci illudono di essere genitori attenti all‘ambiente, al design, alla tradizione e al portafogli… avete presente? Quelli lisciati e de-naturalizzati all‘inverosimile, impregnati e laccati di materiali tossici che si scrostano inarrestabilmente al primo urto e vengono assemblati  con colle viniliche in chissà quale scantinato dell‘ Asia o dell‘ est-Europa (IKEA e Imaginarium, tanto per fare due nomi!).

Giochiamo al mercato davvero!  Con uno di quei ‘‘negozi per bambini„ di legno massiccio,disegnati e fabbricati in Germania e perfezionati dalle lettere di lamentela di genitori premurosi ed esigenti (qualcuno di voi sicuramente avrà avuto esperienza di quanto siano  rompi… ehm, ‘‘esigenti„  -A RAGIONE!!!- i clienti svizzeri e tedeschi…ecco!), piuttosto che da Designer stiloso-wannabe senza ne‘ un figlio, ne‘ un nipote, ne‘ un figlio di un amico, ne‘ il figlio del lattaio di un vicino di un amico… e soprattutto da un popolo consumatore servo e passivo!

Qui da noi di solito si ereditano perché durano almeno sette infanzie, ma soprattutto perché  più invecchiano più sono belli!  Si acquistano usati su ‘‘Ricardo.ch„ (una sorta di e-bay locale: un‘ istituzione qui in Svizzera!) o , se si è amanti del nuovo, si comprano dallecase produttrici di culto (Pinolino, Woodland, Jako-o, Roba, H24…), i più fortunati dispongono di un nonno o un padre ‘‘Handwerker„ che costruiscono il negozio dopo essersi procurati il legno direttamente nel bosco.

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L‘importante, comunque,  è che sia fatto  di stabile e resistente legno  massiccio, meglio se di faggio (il pino ha una buona resa estetica, è più  economico ma si ammacca e si deforma con estrema facilità), è importante che  sia trattato soltanto con  un velo di olio di lino per renderlo impermeabile e lavabile (rigorosamente con acqua e, all‘occorrentza un po‘ di sapone di marsiglia), in modo che mantenga intatta la proprietà del legno di  ‘‘regolatore di umidità„ soprattutto in ambienti riscaldati. Per le macchie più diffcili è sufficiente un po‘ di carta vetrata et voilà! Gli scaffali si possono riempire con frutta, verdura e alimenti lavorati a tornio (ne esistono di meravigliosi!!!) , ma soprattutto con i -più economici!!!- barattoli vuoti del ‘‘supermercato vero„.

E cosí senza il timore di rompere, rovesciare, graffiare, macchiare, ferirsi o intossicarsi, il gioco diventa astrazione pura, sperimentazione profonda, dómino inarrestabile di connessioni neuronali  (questa-cosa-qui insomma:-)) o, più semplicemente, allenamento alla vita.

Se, quando i bambini erano più piccoli, il gioco del mercato si rivelava  utilissimo  per stimolare la lingua minoritaria ( bastava improvvisarsi  un  cliente linguisticamente caratterizzato ad hoc e dimenticare  il senso del ridicolo, lasciandosi coinvolgere dalla sublime follia del gioco). Ora che i bambini sono più grandi (9, 6, 4 per la cronaca + un ‘‘Tageskind„ di 5) è sufficiente astenersi e fingere indifferenza affinché si spalanchi la porta su uno straordinario universo parallelo. È meraviglioso osservarli! Possono andare avanti per ore (letteralmente !) sistemando e catalogando la merce, vendendo, comprando, scrivendo, sommando e moltiplicando…in tutte le lingue che sanno, dato che una lingua, magari rafforzata da un particolare travestimento, è in grado di trasformarti in un istante in un‘ altra persona! 

Poi, basta integrare qualche nuovo elemento e in un nano-secondo  il negozio si re-inventa e l‘ entusiasmo si rinnova: un po‘ d‘acqua, frutta e crackers lo trasformano in  un ristorante, qualche peluches lo trasformano in una clinica veterinaria, una scatola di vecchie cartoline e un po‘ di nastro adesivo lo trasformano in ufficio postale (…)

Un kit di Franchi ed uno di Euro fack-simile aggiungono un tocco di pragmatica utilità.

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