Insegnare in Spagna

Questo articolo è tratto dal blog di una persona che ha vissuto queste esperienze e che da utili consigli a chi fosse interessato all’argomento:

Vivo in Spagna più o meno dal 1999. Sono partita e ritornata, ho vissuto in 3comunidades autonomas diverse, ho lavorato in vari posti e queste informazioni le scrivo basandomi sulla mia esperienza personale e su quella di alcuni amici e conoscenti.


Non saranno quindi informazioni esaustive o valide per tutte le circostanze attuali e future. Lo aggiornerò o modificherò con informazioni ulteriori, ma non risponderò a email con dubbi e domande. Tutte le informazioni sono su internet, bisogna armarsi di santa pazienza e fare una ricerca.

Ho deciso di scriverlo proprio perché settimanalmente ricevo mail di persone che mi chiedono: come si fa ad insegnare in Spagna?

In primo luogo bisognerebbe chiedersi:
– cosa posso insegnare?
– dove posso insegnare?

E poi (fra le altre cose): 
– serve il riconoscimento della laurea italiana?
– serve l’abilitazione?
– è necessario sapere lo spagnolo?
– con lo stipendo riuscirò a vivere o dovrò trovarmi anche un altro lavoro? 

SCUOLA SECONDARIA:  
Per insegnare la propria ESPECIALIDAD nelle scuole secondarie (ESO E BACHILLERATO) occorre presentarsi a un concorso (oposición). I concorsi vengono banditi dalle Comunidades Autonomas, prima uscivano in genere ogni due anni, ora con la crisi molto meno spesso.

Per accedere al concorso bisogna avere:

Homologación a grado o título (per saperne di più sulle omologazioni vi dovete leggere questa pagina dove viene tutto ben spiegatohttp://www.mecd.gob.es/educacion/sistema-educativo/convalidaciones.htmlNon chiedete a me, è scritto tutto lì, bisogna seguire quel procedimento. Se non vi va di perdere tempo neppure a leggere quelle spiegazioni lasciate perdere, perché si tratta di processi non facilissimi, insomma, non vi può risolvere la vita qualcun altro, a meno che non decidiate di pagare le fantomatiche agenzie che in cambio di un sacco di soldi fanno ciò che chiunque potrebbe fare se avesse un po’ di pazienza!)

Master de Educación Secundaria (è l’abilitazione, simile al TFA, si segue il Master in un’Università spagnola, si fa il tirocinio, si presenta una tesina. Per accedervi richiedono l’homologación. Se siete già abilitati in Italia dovete farvi riconoscere l’abilitazione; guardate quihttp://www.mecd.gob.es/educacion/universidades/educacion-superior-universitaria/titulos/homologacion-titulos/reconocimiento-titulos.html

Diploma di spagnolo (DELE) o passare un esame di spagnolo prima dell’oposición. Il livello lo specificano nella Gazzetta Ufficiale (BOE) in cui viene convocata l’oposición.

Diploma o passare un esame della lingua regionale (basco, catalano, valenciano …) in caso ci si presenti in una delle Comunidades Autonomas a doppia lingua.

Punti, punti, punti! I punti si ottengono secondo modalità che variano a seconda di ciascuna convocatoria. Conta ovviamente aver insegnato precedentemente nel settore pubblico e privato allo stesso livello, conta avere Master o Dottorato (fatti in Spagna o se fatti all’estero omologati), contano i corsi e corsetti dei sindacati, contano alcuni certificati di lingua.

Le modalità del concorso sono cambiate nel corso degli anni, ma in linea di massima si prevede una prova scritta (studiare una serie di temas, ne vengono estratti un certo numero a sorte e tocca scrivere su uno di questi. Molte persone si affidano alle academias o a un preparador per avere il temario e prepararsi) e una prova orale (presentare un’unità didattica davanti a un tribunale).
Come ho detto le modalità cambiano e ovviamente variano a seconda della materia che si vuole insegnare.
Quindi per maggiori informazioni bisogna armarsi di pazienza e fare una ricerca su internet usando come parole chiave: oposicion secundaria, criterios, requisitos, temario, etc.

MATERIE: in linea generale ci si può presentare a qualsiasi oposición, tipo io che sono di lingue potrei presentarmi volendo al concorso di educazione fisica, ma i criteri di valutazione e attribuzione punteggio sono diversi e la situazione si complica. Vi dico subito che l’italiano è una materia poco studiata, di solitooptativa, per cui i posti a concorso sono pochissimi e non sempre escono tutti gli anni.

Se si vince il concorso non significa ottenere un posto di lavoro. Infatti al voto di concorso tocca aggiungere i punti e quindi magari uno che prende un 10 ma non ha esperienza si ritrova nella lista sotto un altro che ha preso un 6 ma che lavora come supplente da 20 anni. C’è un lungo dibattito sulle listas abiertas y cerradas, ma ad analizzarlo ci si arriva solo quando si ha davvero l’intenzione di presentarsi a un’oposicion.

Informazioni sulle oposiciones oltre che sul BOE si possono trovare nelle pagine dei vari sindacati spagnoli (ANPE, COMISIONES OBRERAS, STERM …)  

SCUOLA DELL’INFANZA E SCUOLA PRIMARIA. 

Non sono un’esperta, ma per quanto riguarda l’asilo e la scuola elementare i requisiti sono più o meno quelli di qui sopra, eccetto che la laurea richiesta è quella di scienze scienze dell’educazione infantile / primaria (ciencias de la educación infantil / primaria) e ovviamente non serve il Master de Educación Secundaria.
Il tipo di esame è più o meno lo stesso, e le informazioni le potete trovare digitando su google oposición maestro, oposición primaria etc.

SCUOLE PARITARIE / CENTROS CONCERTADOS

Non vi si accede via concorso, ma mandando il CV e, spesso, avendoci studiato o conoscendo qualcuno che ci lavora. Insomma, con una buona raccomandazione!
Per insegnare in queste scuole occorre avere le stesse qualifiche che per insegnare nelle scuole pubbliche. Prima potevano prendere chi volevano, ora mi pare che le cose stiano cambiando, perché non essendoci sufficiente lavoro per chi ha fatto concorsi per la scuola pubblica ed essendoci supplenti in esubero, sono state emanate delle leggi per cui c’è una sorta di canale preferenziale per i supplenti.

Le scuole paritarie sono di solito religiose (quindi per cercarle si può digitare: Maristas, Jesuitinas …) e molte hanno aderito al piano bilingue (quindi per poterci insegnare bisogna avere un diploma ufficiale di inglese B2).

SCUOLE PRIVATE / CENTROS PRIVADOS 

Si tratta di scuole cattoliche, dell’Opus Dei o internazionali (che seguono il sistema inglese, o americano/internazionale, o francese etc).
Prendono chi vogliono, secondo i criteri che vogliono. Si lavora molto, molto, molto di più che nelle scuole pubbliche o paritarie e si può essere licenziati con maggiore facilità.
Non c’è una lista ufficiale, bisogna fare una ricerca su internet anche se non tutte hanno una pagina web attiva. E poi mandare il CV. Ma anche in questo caso preferiranno chiamare qualcuno che sia già sul posto, non vi faranno certo venire dall’Italia per insegnare.

DOPOSCUOLA/ ACTIVIDADES EXTRAESCOLARES 

Quasi tutte le scuole pubbliche, parificate e private offrono attività pomeridiane, e si affidano a cooperative che cercano professori o animatori per realizzarle. L’attività più comune sono i corsi di inglese per bambini, o teatro in inglese o sport in inglese. Per trovarle ci vogliono conoscenze e botte di fortuna, perché spesso questo tipo di offerte vengono trasmesse via facebook, email o semplicemente nel proprio circolo di contatti/amicizie. Di solo doposcuola non si vive, ma entrare nel circolo serve a farsi contatti e magari vedersi offerto un corsetto di italiano per i genitori, un corsetto di inglese per i nonni, etc.

CAMPI ESTIVI /CAMPAMENTOS DE VERANO

Non ci sono campi estivi in cui si insegna l’italiano (o io almeno non ne ho mai sentito parlare) ma ce ne sono tantissimi in cui si insegna l’inglese, la musica, lo sport. Basta fare una ricerca su google e vedrete che per i mesi di luglio e agosto sono parecchie le opportunità in questo settore, soprattutto per l’inglese. Ma mandare il curriculum se vivete ancora in Italia non servirà a molto. Anche in questo caso, dato che spesso il colloquio di lavoro è di persona, il datore di lavoro chiamerà le persone che vivono più vicino.  
Io ho lavorato in un campamento insegnando inglese per 3 estati (in realtà questo campamento era speciale perché era aperto da marzo a settembre e ci venivano portati i ragazzini delle scuole della regione in gita per una settimana, ogni settimana cambiavano i gruppi). Mi scelsero all’epoca perché accompagnai al colloquio un amico e la persona che doveva presentarsi prima di lui ebbe un incidente, e dato che ero lì fecero il colloquio a me. Stando dentro ci ho fatto entrare a lavorare almeno 5 persone. Ma tutte vivevano già in Spagna.

RIPETIZIONI /CLASES PARTICULARES

Altro modo per arrotondare è dare ripetizioni.
Si può presentare il proprio curriculum a qualche Academia che si incaricherà di trovarvi i clienti e tratterrà una bella percentuale. Si possono mettere annunci su pagine web, gruppi di facebook e poi annunci fuori dalle scuole, fuori dalle scuole di lingue, nelle bacheche delle univerisità e delle EOI.
Questa opzione ovviamente vale solo se si è in Spagna, non vale certo la pena di partire perché avete trovato una persona che vuole lezioni di italiano 2 volte a settimana. A meno che non abbiate una base, un punto di appoggio. Bisogna farsi un circolo di clienti, offrire servizi che altri non offrono (tipo aiuto alla preparazione esami ufficiali e informazioni sui suddetti, aiuto alla preparazione esami EOI, …).
Il problema è che in Spagna ci sono talmente tanti studenti erasmus italiani che offrono ripetizioni anche a 5 euro l’ora che in alcune zone la concorrenza è spietata. Una volta che ci si fa conoscere (magari facendosi anche una pagina facebook) si comincerà ad avere un bel giro di clienti, e addirittura si potrebbe vivere solo di quello se si può insegnare anche inglese o francese.


EOI – ESCUELA OFICIAL DE IDIOMAS

In Spagna esiste una scuola ufficiale di lingue che ha sedi in ogni regione. Nelle EOI normalmente studiano adulti e anche anziani. Non sono aperte ai bambini, ma solo agli adolescenti dai 16 anni in su. La lingua più studiata è ovviamente l’inglese, seguito dal francese e dal tedesco. L’italiano si studia, ma i posti a concorso sono pochi, per capirne di più cercate su google per esempio: EOI Castilla la Mancha e poi guardate una per una le EOI e vedere dove si insegna italiano.

I criteri dell’oposición e i requisiti sono più o meno quelli della scuola secondaria, anche se il livello linguistico richiesto della lingua che si vuole insegnare è più alto.
Per maggiori informazioni basta cercare su google oposicion italiano eoi, temario italiano eoi.

A volte vengono bandite delle Listas extraordinarias de interinos. Sono liste extra di supplenti, perché la lista della gente che si è presentata a concorso è esaurita, le persone sono state tutte assunte o forse non vogliono un part-time. In questo caso i requisiti di accesso variano, io per esempio sono stata esclusa da una lista extraordinaria de interinos di italiano perché la mia laurea è in lingue/ filologia inglesa e non in filologia italiana

A volte le EOI che non offrono l’italiano organizzano cursos monograficos de italiano, in quel caso scelgono un po’ chi vogliono per impartirli.

UNIVERSITÀ PUBBLICA

Se si vuole insegnare in una facoltà bisogna guardarsi le pagine web dell’università che ci interessa per vedere se c’è qualche convocatoria de plazas de profesor (asociado, ayudante doctor, doctor …).

I requisiti sono più o meno quelli della scuola secondaria, eccetto che per l’università non serve il Master de Educacion Secundaria, ma per molti posti serve il dottorato, o essere studente di dottorato o almeno un Master specifico omologato.

Ricordatevi che per essere profesor asociado bisogna dimostrare di avere contemporaneamente un altro lavoro, perché lo stipendio di asociado è di 400-600 euro.

Ricordatevi che dall’Italia sarà difficile partecipare a queste convocatorias perché spesso quando si consegnano i documenti, bisogna far vedere l’originale affinché la fotocopia venga compulsada. Quindi se non si è in Spagna/ sul posto è impossibile. 

Se si vuole insegnare nei Centri Linguistici di Ateneo (Centros de Idiomas, Servicios de Idiomas, ogni Università lo chiama un po’ come vuole) ci sono varie situazioni:

Alcuni Centri prendono chi vogliono, quando vogliono, secondo le necessità. Magari passate a lasciare il CV e il giorno dopo vi chiamano perché un professore si è rotto una gamba e hanno bisogno di un sostituto. In questo tipo di centri non fanno nessun contratto, magari pagano in nero, magari vogliono la partita IVA, o se fanno un contratto sarà a progetto, pagando solo le ore effettive di lezione. Buon trampolino di lancio per cominciare, inutile mandare il CV se siete in Italia.

Altri centri pubblicano sulle loro pagine o sulla pagina generale dell’università unaconvocatoria de seleccion de profesor de … Bisogna spulciarsi pagina per pagina, possono richiedere requisiti/diplomi a scelta (il Ditals non l’ho mai, mai, mai, mai visto richiesto!), possono decidere di basare la scelta sui soli diplomi e qualifiche, far fare una prova selettiva (teorica o pratica), convocare una specie di oposicion.
A seconda dei vari casi vi potranno assumere con contratto a progetto, con contratto a quadrimestre o annuale, con contratto di supplente, o magari a tempo imdeterminato (conosco solo un caso di quest’ultima opzione e trattasi di una raccomandatissimissima). Possono decidere i criteri di selezione in base alle persone che vogliono scegliere, possono favorire chi ha già lavorato per loro, possono decidere di non calcolare l’esperienza maturata in altri Paesi.

Lettorati: Alcune università bandiscono posti di lettori. Il problema è che spesso gli annunci di ricerca lettori vengono pubblicati solo nelle bacheche dell’università, perché sono diretti a persone già residenti. A volte si trovano sulle pagine web dell’università, ma bisogna controllarle giornalmente per scovarli. Il lettore riceve una sorta di borsa di collaborazione, aiuta nelle classi soprattutto per quanto riguarda la conversazione. Alcune università si approfittano dei lettori (che di solito guadagnano 700 euro) e gli danno classi intere da gestire per cui dovrebbero invece pagare un professore a contratto. Questa opzione è un buon trampolino di lancio per poi passare al ruolo di asociado etc etc. I requisiti variano da università a università. Non esiste una pagina dove vengano raccolte le offerte, ma si può cercare googlando: plaza lector italiano, convocatoria lector italiano, lectorado italiano.

UNIVERSITÀ PRIVATA / UNIVERSIDAD PRIVADA

Sicuramente dipenderà dalle Università, ma in questo caso ho l’impressione che prendano chi vogliono, quando vogliono, secondo le necessità del momento.

Se si vuole insegnare l’italiano, sono poche le università che lo offrono, come materia optativa nei corsi di laurea o nei corsi di lingue dei centri linguistici.
Se si vogliono insegnare/possono altre materie magari ci sono più possibilità.

Come?

O si manda il curriculum a tappeto a tutti i centri linguistici e facoltà, cercando gli indirizzi email delle varie università una per una (basta digitare Universidad privada en … e il nome della Comunidad Autonoma) o attraverso il formulario online che compare nella sezione trabaja con nosotros.

O si spulcia la pagina di ogni univrsità nella comunidad autonoma che ci interessa e si vede se c’è qualche vacante (soprattutto di profesor asociado). Ma anche in questo caso se devono scegliere fra chiamare qualcuno che si trova all’estero o qualcuno che si trova già sul posto, sicuramente preferiranno qualcuno che si trova sul posto.

Le private non conoscono il Ditals, preferiscono chi ha la laurea omologata, accettano anche Master ottenuti in Italia e non omologati.

Alle private insegnando solo italiano non si campa, ma sono un buon trampolino di lancio per fare anche altro. Io per esempio ho insegnato per alcuni mesi italiano e inglese in una privata e poi ho lavorato con loro per 3 anni come traduttrice di documenti vari e di materiali di convegni e conferenze di cui avevano bisogno. Ricordate che le private sono spesso cattoliche, quindi frequenti sono i contatti con l’Italia e con il Vaticano. L’italiano come materia di insegnamento non è magari così diffuso, ma ci possono essere altre opportunità di lavoro interno proprio per il fatto di parlarlo.

SCUOLE DI LINGUE PRIVATE / ACADEMIAS DE IDIOMAS

Prendono chi vogliono, quando vogliono, come vogliono.
Alcune richiedono di avere la partita IVA (darse de alta como autonomo – calcolate che avere la partita IVA costa più di 200 euro al mese in Spagna e che tocca pagarla anche se in un mese magari uno guadagna solo 200 euro!), altre pagano a ore, altre pagano in nero, poche fanno contratti.

Vivere solo insegnando l’italiano è parecchio difficile e bisogna magari essere disposti ad andare a casa degli studenti, ad andare presso aziende, a insegnare in varie academias contemporaneamente. Le offerte si trovano su internet (cercando su google frasi tipo: se busca profesor de italiano, se necesita profesor de italiano). Si hanno molte, molte, molte più possibilità se si possono insegnare anche altre lingue, anche se dovete pensare che in alcune zone della Spagna è pieno di madrelingua inglesi, quindi è difficile che prendano voi a insegnarlo.
Per quanto riguarda la paga, dipende molto dalla comunidad autonoma dove volete vivere e a che livello potete insegnare. Ma io direi che fra i 10 e i 15 euro è la normalità, però ho visto anche miserie come 7-8 euro l’ora e senza spese di spostamento incluse, e anche paghe più alte, magari di 20-25 euro l’ora se si insegna in aziende o se c’è una convezione specifica fra l’academia e qualche grande gruppo (tipo BBVA).

Secondo me le academias vanno bene per cominciare, quando uno arriva e magari trova un lavoretto e può arrotondare insegnando qualche ora. Ma non garantiscono nulla per il futuro, sono solo un modo di fare esperienza, conoscere l’ambiente e cominciare.

Ah, le accademia spagnole non conoscono il Ditals, se ne fregano delle omologazioni, se ne fregano a volte addirittura della laurea. Assumono le persone di cui hanno bisogno secondo la necessità del momento. Se siete in Italia è inutile mandare il CV, è praticamente impossibile che vi chiamino perché spesso si comincia da un giorno all’altro. Se siete già in Spagna portate il CV a mano e poi rimandatelo periodicamente, perché ovviamente non è che si tengono tutti i CV che ricevono e magari quando hanno bisogno di un prof. guardano gli ultimi CV spediti/arrivati.

OPZIONI PER CHI SI TROVA IN ITALIA

Se siete più giovincelli fate una ricerca su internet riguardo a:

– ASSISTENTATO MIUR
– ASSISTENTATO COMENIUS
– ASSISTENTATO GRUNTVIG

– SERVIZIO DI VOLONTARIATO EUROPEO (a volte ci sono opportunità nel campo dell’istruzione/educazione) 

– ACCORDI DI LETTORATI: alcune università hanno accordi con altre università spagnole per mandare lettori che ricevono una specie di borsa di studio/collaborazione e fanno da supporto alla conversazione nelle classi di italiano. Bisogna conoscere il professore giusto in Italia che sia a conoscenza di questo tipo di accordi.

(Con questi progetti si parte dall’Italia)

Se siete di ruolo o supplenti potete sperare di lavorare per chiamata dalle graduatorie estere (che escono ogni TOT anni e che hanno vari requisiti di accesso. Fatevi una bella ricerca sul Ministero dell’Istruzione Italiano).

 

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