Anno della Cultura. “Italy Inspires US”

Italia e Usa sempre più vicine grazie all’Anno della Cultura italiana negli Stati Uniti, indetto per il 2013 dal Ministero degli Esteri.
Il primo semestre, quasi a compimento ha visto un ricco calendario di eventi: arte, musica, teatro, cinema, scienza, design, cultura in tutte le sue sfaccettature.
Tra le principali citta ospitanti: Washington DC, New York, Los Angeles, San Francisco.
In questa intervista il punto con l’Ambasciatore d’Italia a Washigton, Claudio Bisogniero. Le soddisfazioni, le difficoltà, i successi fino ad oggi ed i progetti per i prossimi mesi dell’anno della Cultura negli USA.
E a New York, dal 3 giugno, al prestigiosissimo “MET”, il Metropolitan Museum of Art, uno degli eventi più importanti dell’Anno: la mostra del “Pugilatore a riposo”.

 

Ambasciatore quali sono state le motivazioni che hanno portato ad indire l’anno della Cultura italiana negli USA?

 L’obiettivo principale è portare qui, nel Paese più importante del mondo, il meglio di ciò che l’Italia ha da dire al mondo.  La cultura è, naturalmente, anche parte importante della politica estera. Con questa iniziativa promuoviamo quindi l’Italia, ma anche l’amicizia tra Italia e America.  

Certamente l’Anno della Cultura punta a valorizzare la nostra arte, il made in Italy, ipaesaggi, la nostra capacità di creare e innovare. Nel passato come oggi. Ma vuole declinare tutto questo attorno ad un concetto. Un valore che il Rinascimento ha esaltato e di cui oggi continuiamo ad avere tremendo bisogno: la centralità dell’uomo. E’ a questa dimensione che, in ultima analisi, ci rimandano i capolavori universali della musica, del teatro, della letteratura e del cinema, le conquiste della scienza e della tecnologia. Senza dimenticare che da quando ci vestiamo a quando guidiamo un’automobile , da quando ci sediamo a tavola a quando  arrediamo la nostra casa, nelle emozioni che proviamo o negli oggetti che usiamo, c’è spesso un pizzico d’Italia, di bellezza e originalità italiane. L’Italia è stata, è, e fortunatamente continuera’ ad essere una fonte d’ispirazione. Con la sua creatività a misura d’uomo. “Italy inspires US” è lo slogan che ci è venuto in mente –complice anche il gioco di parole – per sintetizzare tutto questo. Senza arroganza, ma con legittimo orgoglio, l’Italia è molto più di un Paese: è uno stile di vita. 

 

Ora l’anno della Cultura negli Stati Uniti, fortemente voluto dal Ministero degli Esteri, termina il suo primo semestre. Ci fa un bilancio?

Lo spirito dell’Anno della Cultura è coinvolgere il maggior numero possibile di attori pubblici e privati in iniziative che facciano da base per la costruzione di partenariati solidi e duraturi e di network sempre più ampi ed efficaci.  In pochi mesi abbiamo messo insieme più di 200 eventi in oltre cinquanta città degli Stati Uniti. L’adesione delle nostre aziende nel ruolo di sponsor è stata molto positiva: segno che le imprese italiane, nonostante un momento delicato dell’economia, hanno percepito questa iniziativa come piattaforma di opportunità. Un tempo, non lontano, queste rassegne si realizzavano soprattutto con risorse pubbliche. Ora, invece,  sono i privati a fare la parte del leone.

Straordinaria è stata anche la risposta sul lato americano. Le istituzioni ed organizzazioni USA coinvolte sono oltre 80. E i numeri crescono giorno per giorno, grazie all’approccio “bottom-up” che abbiamo deciso di adottare. L’Ambasciata, i Consolati e gli Istituti di Cultura negli Stati Uniti e lo stesso Ministero degli Esteri a Roma continuamente ricevono nuovi input da un ventaglio molto ampio di soggetti. L’Anno della Cultura appartiene a tutti coloro che vogliano far parte di un grande progetto di amicizia, a patto di proporre idee di qualità. E sostenibili: sia dal punto di vista economico che da quello della capacità di generare ulteriori iniziative nel tempo. 

Quando possiamo, cerchiamo ad esempio, di trasformare la singola mostra in accordo tra musei, per esposizioni o progetti futuri. Presentiamo i nostri parchi tecnologici agli investitori e ricercatori americani, ed ecco un’universita’ americana propone di aprire un campus biotecnologico in Italia. Il concorso su Boccaccio o le inziiative su Machiavelli (per entrambi ricorrono nel 2013 anniversari importanti) sono occasioni per incrementare la diffusione dell’italiano e il numero di studenti che portano l’italiano all’esame Advanced Placement Italian (AP).

 

Come è stato accolto dagli americani l’anno della cultura? 

Benissimo, sia dalla gente comune che dalle autorita: dal Presidente Obama al Vicepresidente Biden, ai tanti Governatori e Sindaci che incontro girando per il Paese. Ricordo qui solo alcuni esempi: il Presidente Obama ha citato l’Anno della Cultura Italiana nella solenne “Proclamation” del Columbus Day, sottolineando che gli Americani si sarebbero uniti nel celebrare il “ricco patrimonio”italiano “e i legami durevoli tra i nostri due Paesi”.

L’ex Segretario di Stato Hillary Clinton aveva salutato l’Anno con una battuta che resterà agli annali: “Pensavo che ogni anno fosse l’Anno della Cultura Italiana!” Altrettanto ha fatto il suo successore John Kerry lo scorso febbraio a Roma, pochi giorni dopo la sua nomina, scherzando sul fatto che sin dal 1492, a partire da Colombo e Vespucci sono stati “i secoli della cultura americana e italiana”, e affermando che “in verità, la cultura italiana è dappertutto nel nostro Paese”.  Grande `e anche l’attenzione dei media, tutti i principali organi d’informazione hanno parlato di Italy in US 2013.

 

L’iniziativa è andata avanti nonostante una situazione politica difficile in Italia e malgrado la crisi economica.  Ora il cambio di Governo. Proseguirà lo stesso? Ci sarà continuità anche con il nuovo Ministro?

Può forse sembrare paradossale, ma lo spirito dell’Anno della Cultura esce in qualche modo rafforzato dalla crisi. Le difficoltà ci aiutano a fare squadra, ottimizzando le energie di tutti per promuovere al meglio l’Italia e la sua cultura. Si tratta di un obiettivo fortemente condiviso dai tanti attori pubblici e privati che con entusiasmo sostengono le numerose iniziative in programma. Il sostegno dei partner privati è sinonimo di qualità, vitalità e sostenibilità delle politiche culturali – un modello che il Ministero degli Esteri italiano è fortemente impegnato ad approfondire e sviluppare. 

 

Quali sono state le iniziative di cui va personalmente orgoglioso?

Citandone qualcuna in particolare rischierei di scontentare gli esclusi! In generale sono sinceramente orgoglioso di tutte quelle che stiamo attuando. Ma se proprio dovessi scegliere una categoria, vado ancora più fiero di quelle che ci permettono di portare alla luce aspetti meno noti dell’Italia e, così facendo, di imprimere slancio a nuovi progetti concreti.

Un esempio tra tutti: le celebrazioni dei primi cinquant’anni di cooperazione spaziale tra Italia e USA ci hanno permesso di ricordare (quanti lo sanno?) che fummo tra i primissimi paesi a mandare un satellite in orbita, il San Marco 1, lanciato il 15 dicembre del 1964 dalla base di Wallops Flight in Virginia. Al tempo stesso abbiamo potuto valorizzare lo straordinario livello di ciò che oggi facciamo (tantissimo: una gran parte della Stazione Spaziale Internazionale è per esempio “Made in Italy”). E abbiamo così creato una cornice ideale per la firma del nuovo Accordo di cooperazione nel settore spaziale tra Italia e Stati Uniti, che aprirà una serie di opportunità scientifiche ed economiche nuove. 

Infine, anche per suscitare la curiosità dei non addetti ai lavori, abbiamo previsto che il logo dell’Anno della Cultura venga presto portato a bordo della Stazione Spaziale da un astronauta italiano.

 

Cosa ci dobbbiamo aspettare allora nei prossimi mesi?
In cantiere abbiamo davvero tante iniziative: per tenersi costantemente aggiornati su preparativi ed eventi in cantiere invito a seguire il calendario sul sito Internet http://www.italyinus2013.org/, su Facebook attraverso la pagina https://www.facebook.com/italyinus2013, e su Twitter attraverso l’hashtag #2013ItalianYear, attraverso cui ciascuno è invitato a condividere idee, impressioni e informazioni, nonché sugli account della piattaforma social media dell’Ambasciata d’Italia a Washington, www.twiplomacy.it/USA

Soltanto a New York, dal 3 giugno, avremo invece al prestigiosissimo “MET”, il Metropolitan Museum of Art, uno degli eventi più importanti dell’Anno: la mostra del “Pugilatore a riposo”, celebre statua bronzea greca della seconda metà del IV secolo a.C., rinvenuta a Roma alle pendici del Quirinale nel 1885 e conservata al Museo Nazionale Romano. Un esempio – se mai ve ne fosse bisogno – di come la nostra Penisola sia un crocevia di genti al centro del Mediterraneo, e di come la cultura che vi si è sviluppata, che è oggi la cultura italiana, sia il frutto di una mescolanza unica ed originale di influenze diverse.
La cultura rimane la vera ricchezza su cui l’Italia può puntare più di ogni altro Paese. Il MAE l’ha capito. L’anno della Cultura ne è stato una dimostrazione. Non pensa che seri  programmi, che puntano sulla diffusione della cultura e sul turismo in Italia, siano anche un buon passo per superare la crisi economica?
Assolutamente! Non soltanto il MAE, ma tutto il sistema Italia all’estero è impegnato in questa direzione. Questo sforzo produce dei frutti concreti. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, l’Italia si conferma come la destinazione europea maggiormente sognata e desiderata dagli americani,  ed una delle piu’ visitate, in particolare dagli “affluent travelers”.
Il viaggio in Italia è ambito come un’esperienza unica che permette di vivere innumerevoli emozioni .     Non a caso, nel programma  dell’Anno abbiamo dedicato una specifica sezione all’Italia dei Territori, che raccoglie eventi, iniziative e suggerimenti legati alla promozione del territorio italiano e delle sue peculiarità, anche da parte dell’ENIT. All’interno di questa sezione, sotto il cappello “Itinerari segreti”, sul sito Internet www.italyinus2013.org
 ogni mese proponiamo, in collaborazione con il Touring Club Italiano, con il FAI-Fondo Ambiente Italiano, e I Parchi Letterari, tre itinerari (uno al Nord, uno al Centro e uno al Sud) riguardanti angoli nascosti del nostro Paese.
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