Letteratura, un ponte attraverso i secoli. Premiate le migliori traduzioni

Annunciati i vincitori del concorso letterario che ogni anno a Roma elegge le più belle trasposizioni italiane dei capolavori russi. In giuria, anche Vittorio Strada
Letteratura, un ponte attraverso i secoli</p>Premiate le migliori traduzioni
La letteratura russa protagonista del premio letterario “Russia-Italia. Attraverso i secoli” (Foto: Paolo Gargini)

Quindici traduzioni. Autori classici e moderni. Per una “sfida” tra libri, pubblicati negli ultimi due anni. Nella solenne sala del teatro di Villa Abamelek, residenza dell’Ambasciatore russo a Roma, si è svolta la premiazione del concorso letterario “Russia-Italia. Attraverso i secoli”, istituito nel 2007 dalla fondazione Boris Eltsin.

Un’attenta giuria, presieduta da Vittorio Strada, ha preso in esame quindici traduzioni, per premiare i lavori più brillanti, prodotti da scrittori di talento, che si sono cimentati con poesie, narrativa, teatro, saggistica, biografie e memorie.

Intervista alla traduttrice
Elena Kostioukovitch

Al concorso sono state presentate traduzioni di “Delitto e Castigo” di Dostoevskij, “Mosca e i moscoviti” di Vladimir Giljarovskij, “Racconti di Odessa”, di Isaac Babel, “L’uomo nuovo. Tre racconti”, di Aleksandr Solzhenitsyn, “Noi” di Evgenij Zamjatin e “Le straordinarie avventure di Julio Jurenito”, di Ilja Ehrenburg.

Il premio più prestigioso è andato a Francesca Gori, laureata in lettere e filosofia all’Università di Firenze, che ha tradotto “Diario di un guardiano del Gulag” di Ivan Chistjakov. Il riconoscimento è stato assegnato per la “resa chiara ed efficace della lingua colloquiale, piena di slang, in cui è stato scritto questo originale diario del comandante del plotone che partecipa alla costruzione della linea ferroviaria Bajkal-Amur“.

Il pubblico e la giuria in sala (Foto: Paolo Gargini)

Il premio come migliore traduttore emergente è andato a Damiano Rebecchini, insegnante di lingua e letteratura russa, autore di numerosi articoli su Gogol, Dostoevskij, Tolstoj e Tchaikovskij. Nel 2011 è passato alla traduzione con “Delitto e castigo”. “Negli ultimi 20 anni sono state pubblicate almeno sette traduzioni italiane del romanzo di Dostoevskij – ha fatto notare Vittorio Strada -. In totale, ne esistono circa trenta”. Rebecchini, senza temere paragoni, ha dimostrato che una delle opere più famose della letteratura russa continua a essere attuale in Italia anche oggi. Ridotti al minimo commenti e note a piè pagina, Rebecchini ha tentato, nei limiti del possibile, di trasmettere le particolarità dello stile del maestro russo. “Alcune scelte sono discutibili, ma l’italiano sicuro, chiaro e moderno di Damiano dimostra senza ombra di dubbio che il traduttore è riuscito nell’impresa”, ha concluso Strada.

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Premio speciale per la traduzione è andato invece a Rosa Mauro e alla sua “La sindrome della Fenice”, di Aleksej Slapovskij.

I premi costituiscono un ottimo trampolino di lancio per i vincitori. La traduzione del romanzo di Zakhar Prilepin “Il peccato”, che ha vinto il riconoscimento Russia-Italia nel 2012, è stata portata in scena in Italia in occasione del VII festival annuale di teatro “Quartieri dell’arte” a Roma.

La cerimonia di premiazione del concorso “Russia-Italia. Attraverso i secoli” è stata l’evento principale dell’omonimo festival di arte russa, che, da tradizione, si svolge ogni anno a dicembre.

Un momento della serata (Foto: Paolo Gargini)

Organizzato dalla Direzione Programmi Internazionali con il supporto del Ministero degli Esteri e del Ministero della Cultura della Federazione Russa, il festival vede la partecipazione del Centro russo di scienza e cultura, che opera insieme all’Agenzia Federale per la Cooperazione Internazionale russa.

Nel corso del Festival, ospitato nel palazzo storico di Santa Croce, dove ha sede il Centro, sono state proiettate le pellicole di Grigorij e Pavel Chuchraj. Come vuole la tradizione, ogni anno la rassegna comprende film selezionati all’interno del programma “Padri e figli. Generazioni a confronto”. Nel corso degli anni, il pubblico italiano è entrato in contatto con celebri dinastie cinematografiche come quella dei Bondarchuk, Chotinenko, Naumov, German e Todorovskij.

L’ambasciatore russo in Italia, Sergei Razov (Foto: Paolo Gargini)

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