Un viaggio nella babele dei linguaggi. Noam Chomsky a Roma

Dal 23 al 26 gennaio all’Auditorium Parco della Musica di Roma, scienziati e linguisti proveranno a spiegare qual è il rapporto tra parola e percezione della realtà e non solo. Noam Chomsky, uno degli ospiti più attesi, sarà protagonista di due incontri: venerdì 24 e sabato 25 gennaio

UNA COSA è certa: il linguaggio ci contraddistingue. Ha il potere di distruggere e di creare. Ma non è altro che un codice: le cifre possono variare di epoca in epoca, di nazione in nazione, persino di persona in persona. Una babele. Tanto che a volte comprendersi è una sfida. A mettere ordine ci proveranno al Festival delle Scienze, in programma all’Auditorium Parco della Musica di Roma da oggi sino al 26 gennaio. Un evento organizzato dalla Fondazione Musica di Roma, in collaborazione con “Codice. Idee per la cultura”, che si rinnova per il nono anno consecutivo.

I numeri. 20 mila spettatori paganti nel 2006, anno d’inizio, poi diventati 40 mila. Cambiano i temi, ma non il mix vincente: la fusione di diverse discipline. Il rigore scientifico che si somma alla filosofia e alla fantascienza: insieme per una scelta precisa. Perché, come ha detto l’amministratore delegato della Fondazione Carlo Fuertos, “la scienza e la tecnica si sono allontanate dal sapere umanistico e questo ha provocato anche dei guasti nel nostro Paese”. 

Noam Chomsky. Filosofo, linguista, e attivista politico, l’americano è uno degli ospiti più attesi. Il suo lavoro, iniziato negli anni Cinquanta, ha posto le basi per due nuove teorie: la “grammatica universale”, secondo cui le competenze grammaticali non s’imparano da bambini, anno dopo anno, ma sono innate; e la “grammatica generativa”, esiste cioè un insieme finito di regole in grado di creare un numero infinito di frasi grammaticalmente corrette. Sarà lui stesso a parlarne in due incontri. “Conversazioni con Chomsky”, è il titolo della talk-opera di Emanuele Casale “sulle storture del mondo globalizzato: tra collettivismo da una parte e individualismo dall’altra” che andrà in scena venerdì 24 gennaio; mentre sabato 25, alle 21, in Sala Petrassi, il filosofo parlerà del linguaggio “inteso come organo della mente”.

Qui il programma completo

Gli appuntamenti. “Forse il primo canto dell’uomo fu la parola o forse la prima parola dell’uomo fu il canto”, scrive, citando Cicerone, il cantautore Roberto Vecchioni nel discorso che giovedì inaugurerà il festival. Si partirà da qui. Dall’origine di tutto. Alle 18 la conferenza “La scienza del linguaggio”, dove sul tema dell’apprendimento si confronteranno: Philippe Shenkler, direttore di ricerca all’Istituto Jean-Nicod di Parigi, Andrea Moro, della Scuola Superiore Universitaria Iuss di Pavia, e Luigi Rizzi dell’Università di Siena, presentati daVittorio Bo. Poi domenica 26, in Sala Petrassi, si discuterà: alle 12 della trasformazione dovuta alle nuove tecnologie e dell’interazione uomo/macchina con Tommaso Poggio, direttore del Laboratorio di Intelligenza Artificiale al Massachusetts Institute of technology (Mit) di Boston e Stuart Shieber, docente di linguistica computazionale a Harvard; alle 17 invece sarà centrale l’evoluzione del linguaggio nella storia dell’umanità con Asya Pereltsvaig e Martin Lewis.

A dettare il ritmo saranno le domande, tante: qual è il rapporto tra linguaggio e percezione della realtà? Se parliamo lingue diverse, comprendiamo il mondo in modo diverso? Come si formano le strutture sintattiche e le rappresentazioni semantiche nel nostro cervello? Quali sono le somiglianze tra i linguaggi? Le risposte affidate a scienziati, filosofi, storici, linguisti, scrittori italiani e internazionali. Il tutto in un susseguirsi d’incontri, conferenze, mostre, proiezioni e spettacoli. Tullio De Mauro (26 gennaio), il neuro scienziato Augusto Vitale e lo scrittore Felice Cimatti (25 gennaio), il neuropsicologo Alfonso Caramazzae il genetista Simon Fisher (25 gennaio): sono solo alcuni dei personaggi che cercheranno di svelare tutti i significati delle parole.

I temi spaziano dal linguaggio della ricerca scientifica, di cui si discuterà venerdì 24 gennaio alle 15 al Teatro Studio con Pierluigi Antonelli (presidente e amministratore delegato di MSD Italia), il direttore dell’Espresso Bruno Manfellotto, l’economista Claudio De Vincenti, e gli oncologi Francesco Cognetti e Silvio Monfardini; alla sessualità. Con la lezione di Nicla Vassallo, filosofa, prevista alle 17. Senza tralasciare la politica: sarà infatti Jason Stanley, docente all’Università di Yale, a parlarci di come la manipolazione del linguaggio condiziona la conoscenza.

La novità. Gli spettatori del festival potranno anche divertirsi grazie a giochi interattivi che avranno per protagoniste le parole. In “Parole al cubo” vince chi ne trova di più. Indovinare le definizioni è, alla base di “Curiosity Language”, mentre “Translate Language” esplora gli algoritmi delle traduzioni automatiche. Ai laboratori quest’anno si aggiunge un ciclo di proiezioni nella Sala Ospiti, con ingresso gratuito fino a esaurimento posti. In programma, tra gli altri, Il sorriso di Candida, cortometraggio sull’Alzheimer di Angelo Caruso (23, 24 e 26) e Segna con me, documentario sulla lingua dei segni di Chiara Tarfano e Silvia Bencivelli (23, 24 e 25).

Chomsky

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...