La Spagna punta sulle scuole bilingui. Nel segno del compromesso

E’ più importante parlare in inglese o conta di più quel che si dice in una lingua qualunque? Insegnare in inglese senza saperlo o rispettare Shakespeare senza capire quel che si insegna? Il progetto delle scuole bilingui spagnole per avere fra quanche decennio un Paese che parli l’inglese come il castigliano è frenato da questo dilemma.

I pedagogisti litigano. C’è chi enfatizza l’importanza di aprire la mente con un’altra lingua e chi sottolinea l’ignoranza dilagante di chi oltre al contenuto deve occuparsi anche del mezzo con cui studia e apprende (almeno così dovrebbe) i nuovi concetti. Il dibattito è aperto, ma comunque lo si veda l’esperimento degli istituti bilingui spagnolo-inglese ha molto da insegnare alla scuola italiana. I risultati spagnoli non sono splendidi, ma ci sono. Le scelte non ottimali, ma hanno permesso di migliorare. Più della didattica sembra si stia imponendo la sostenibilità dei bilanci, ma la Spagna sta muovendosi. E l’Italia?

Le scuole bilingui spagnolo-inglese nascono in Spagna nel 1996 come un esperimento in collaborazione con il British Council. Erano 43 allora in tutto il Paese, oggi sono richiestissime dai genitori e soprattutto, a differenza che da noi, la loro diffusione in tutto il Paese è nel programma elettorale dei Popolari, il partito di maggioranza assoluta al governo dal 2011. Negli anni dell’economia con il vento in poppa  le Comunità spagnole, l’equivalente delle nostre Regioni, hanno fatto a gara per compiacere l’elettorato, dimostrarsi moderne, aperte al mondo e soprattutto per rispondere a una domanda diffusa che oggi arricchisce le scuole private di inglese e svuota le tasche dei genitori.

I dati locali sono difficili da sommare perché seguono criteri poco omogenei. La promessa elettorale sembra sia rimasta sostanzialmente lettera morta, ma la palma della Comunità più inglese va senza dubbio a Madrid con 410 Istituti bilingui pubblici più 141 convenzionati a cui vanno ancora sommati i privati. Entro il 2015 almeno la metà delle scuole della capitale saranno bilingui e comunque già oggi il 90% delle domande di iscrizione è soddisfatto.

Gli studenti di Madrid (1,1 milioni) frequentano la scuola che desiderano, il che fa dell’offerta educativa nella capitale il fiore all’occhiello del Pp, vetrina di buon governo. “Estenderemo il modello Madrid a tutta la Spagna” promise il premier Mariano Rajoy. Poi arrivarono i buchi di bilancio, lo spread e tutto rimase fermo. Però, a fatica, il sogno di una Spagna angolfona continua.

Cosa significa bilingue? Che dalle Elementari in su i bambini studiano tutte le materie – tranne matematica, letteratura e lingua spagnola – in inglese. Vuol dire essere esposti all’inglese per il 40% del tempo scolastico. Questo ammesso che i professori mantengano l’impegno in ogni momento, anche, per essere chiari, durante l’ora di ginnastica.

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