300 parole che dovreste usare in italiano invece che in inglese

Annamaria Testa, nota pubblicitaria, consulente e docente, ha lanciato sul suo sito nuovoeutile.it la caccia alle parole che si potrebbero usare in italiano ma che spesso, ormai, si usano in inglese. Come un virus passano da ambiti settoriali e lavoratori ai mezzi di comunicazioni e poi al parlare comune. Magari solo per pigrizia, per abitudine, per sembrare più alla moda, per marketing (rivestire di un senso apparentemente nuovo un concetto abusato o superato). “La lista gira in rete e raccoglie, di pagina in pagina e di condivisione in condivisione, oltre quattrocento commenti: un’appassionata revisione collettiva a partire dalla quale riscrivo tutto quanto togliendo, integrando e modificando”, scrive Testa. Il risultato sono 300 parole: una buona parte delle quali le proponiamo qui. La lista completa la trovate invece qui. Partiamo da ABSTRACT: meglio dire riassunto, sintesi, come nei vecchi “bignami”

Articolo del Corriere della Sera

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