GIORNATA EUROPEA DELLE LINGUE


Obiettivo bilinguismo, in Piemonte ci pensa il «teacher assistant»

L’appello del ministro Stefania Giannini: «Garantire un insegnamento diffuso delle lingue». A Torino in classe arrivano gli assistenti madrelingua

di Valentina Santarpia

INT03F7_1584006F1_19-kFfC-U4303010402660262kC-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443

Un teacher assistant, ovvero un assistente linguistico, molto particolare: è quello che entrerà in classe in decine di scuole del Piemonte da oggi, per celebrare la Giornata europea delle lingue. Sarà uno studente madrelingua ad aiutare gli insegnanti di lingua- inglese ma non solo – a migliorare conversazione e pronuncia degli alunni. Il progetto è partito l’anno scorso, ed è in fase ancora sperimentale: ma il convegno organizzato al liceo classico Massimo D’Azeglio di Torino è un’esca per invogliare il ministero dell’Istruzione a coinvolgere nell’iniziativa anche le altre regioni. Nell’ottica che «il bilinguismo o il multilinguismo – come ha sottolineato giovedì il ministro Stefania Giannini – è un obiettivo irrinunciabile». «Il nostro Stato non può tirarsi indietro- rileva il ministro in una conferenza stampa a margine dell’incontro a Palazzo Vecchio per la Giornata europea delle lingue – Il 50% dei cittadini europei dichiara di utilizzare, e solo occasionalmente, una seconda lingua. A livello italiano, a partire della scuola primaria, bisogna garantire un insegnamento diffuso, studiare anche attraverso una lingua straniera».

Inglesi, ma anche tedeschi e cinesi

Va proprio in questa direzione il progetto avviato dall’ufficio scolastico regionale del Piemonte in collaborazione con Wep (World education program), un’organizzazione internazionale che ogni anno segue circa 3000 ragazzi in partenza dall’Italia verso 65 Paesi e in arrivo nella nostra Penisola da tutto il mondo. «L’anno scorso ho lanciato quest’idea alle famiglie del D’Azeglio – spiega la preside, Chiara Alpestre – e non sapevo come avrebbero reagito: invece sono stati tutti entusiasti, al punto che si sono presentate molte famiglie disposte ad ospitare gli studenti stranieri». Sì, perché la chiave dell’accordo è questa: non c’è alcuna transazione economica tra le parti, e Wep fa solo da intermediario. Gli studenti stranieri, come la ragazza statunitense arrivata l’anno scorso al D’Azeglio, sono interessati a venire in Italia per imparare l’italiano, e vengono ospitati dalle famiglie volontarie degli studenti delle scuole coinvolte. E le scuole accolgono gli studenti inserendoli nel proprio orario scolastico, in modo da rendere più coinvolgenti e utili le lezioni d’inglese, francese, ma anche tedesco e cinese. «Per noi è stata un’esperienza molto gradita- spiega Alpestre – E’ stato piacevole averla con noi, ha stretto molto amicizia con gli studenti, si è creato un piacevole clima di scambio e conoscenza. Ora aspettiamo un conversatore dall’Australia per i primi tre mesi dell’anno scolastico, e un secondo teacher assistant per i mesi da febbraio ad aprile».

Un occhio alle elementari

Da oggi Torino ospiterà 29 assistenti madrelingua inglese, tutti in istituti superiori. Anche se l’iniziativa potrebbe essere allargata pure agli studenti delle scuole elementari, come successo l’anno scorso: «I bambini di quell’età – spiega la dott.essa Francesca Carpo dell’Ufficio scolastico regionale del Piemonte – imparano qualsiasi lingua, o varietà di lingua, senza sforzo, esattamente come imparano a camminare e la conoscenza di più lingue, oltre a favorire la tolleranza verso altre culture e aprire la mente». Le intenzioni del governo sembrano andare in questa direzione: «Abbiamo introdotto la seconda lingua anche attraverso la modalità Clil già in seconda elementare, ma possiamo arrivare anche alla prima elementare», ha detto Giannini. Ma resta il nodo della formazione: «Questo significa una formazione e certificazione degli insegnanti – ha sottolineato il ministro – molti hanno un certificato in lingua come altra materia». Scettici i sindacati: «Prima di pensare di introdurre la seconda lingua attraverso la modalità Clil già dal primo anno della primaria – critica Marcello Pacifico, dell’Anief – occorre reintrodurre il modello di scuola elementare precedente alla riforma Gelmini, con il tempo pieno e le compresenze, cui aggiungere il docente specializzato in inglese e in attività motoria».

Corriere.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...